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giovedì, Luglio 25, 2024

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Periodo di SALDI e problemi di SOLDI – Mai sentito parlare di shopping compulsivo?

Lo shopping compulsivo, in termini di psicologia, rientra tra quelle che, in gergo, vengono definite “new addictions”, sebbene non si tratti di una condizione recente. Anzi, tale sindrome, venne, infatti, elaborata già nel 1915 dallo psichiatra tedesco Emil Kraepelin, il quale, la descrisse come un bisogno incontrollabile di spendere e di acquistare, il più delle volte, oggetti privi di valore personale (o pratico), nella vana speranza di combattere il malessere, pensando di vivere così, una vita appagante.

Naturalmente, tutto questo ha delle conseguenze negative, dal punto di vista economico e relazionale.

Ma cosa c’è dietro la spinta ad acquistare in modo sfrenato?

Shopping compulsivo: ecco i sintomi tipici

Chi soffre di shopping compulsivo:

  • Non può fare a meno di acquistare, e se per qualche motivo non gli è possibile, inizia col farsi prende dal panico;
  • Non riesce a controllare il proprio impulso;
  • Spende in modo smisurato, arrivando a rovinarsi finanziariamente;
  • Racconta bugie per giustificare le spese elevate;
  • Compra cose inutili e ha la tendenza ad accumulare un enorme quantitativo di oggetti, di ogni forma e natura,;
  • Al momento, è felice, ma subito dopo, si sente in colpa.

Chi è più colpito dalla sindrome da shopping compulsivo?

La stragrande maggioranza degli stereotipi, riguardanti la figura del venditore, traggono origine dalle abitudini di acquisto del gentil sesso, ma, come si dice normalmente in questi casi, non è tutto bianco o nero. Pertanto la ricerca, sembra essere mista.

Secondo alcuni studi, sembra che il 90% dei soggetti affetti da questo disturbo, sono donne. Ulteriori indagini, hanno dimostrato che quest’ultime (cosiccome gli uomini), sperimentano tale sindorme, in ugual maniera. Pare, inoltre, che gli acquirenti compulsivi siano, in gran parte, giovani adulti con redditi dichiarati di circa € 31.641.

Smania di comprare? Le cause possono essere diverse

I fattori che portano a fare un acquisto compulsivo, sono diversi, ma nella stragrande maggioranza, sono causati da scarsa autostima e da emozioni negative (ansia, tristezza, frustrazione o solitudine). Questo comportamento, inoltre, potrebbe anche essere un modo per dare un senso alla propria vita, colmare un vuoto interiore o per fuggire dalla quotidianità (anche solo per qualche ora).

Trattasi di un disturbo patologico che può portare a diverse conseguenze. Andiamo a vedere quali.

Lo shopping compulsivo e le conseguenze negative

Questa dipendenza, a lungo andare, può rappresentare una seria minaccia per alcune sfere che determinano la nostra vita (famiglia, vita sociale, lavoro e finanze) causando:

  • Maggiore stress;
  • Problemi sul lavoro;
  • Litigi con il proprio partner o familiari;
  • L’accumulo di debiti;
  • Perdita di hobby a causa della mancanza di soldi.

Cosa spinge una persona ad essere un acquirente compulsivo?

Quella linea sottile, tra “acquisto normale e shopping sfrenato”, non è sempre chiara.

L’ambiente fisico e sociale, gli avvenimenti, la famiglia, il/la partener, gli amici, il lavoro ecc. oltre ad essere esempi di contesti ordinari, sono in realtà le condizioni che determinano l’evidenziarsi di questo problema.

Non c’è da stupirsi se questa dipendenza, quantomai anti-economica, colpisce sempre più frequentemente gli adolescenti, o per meglio dire, quella fetta di popolazione cresciuta nell’era digitale, con un’evidente predilezione per l’utilizzo della carta di credito/debito e, naturalmente, per gli store digitali.

Questi ultimi, diventati ormai un “luogo di ritrovo“, densamente popolati da aziende B2C, Social Media Manager e dagli utenti, fanno sì che i clienti acquistino di più e più velocemente!

Ma attenzione: è un’arma a doppio taglio, perché se da un parte si parla di comodità, convenienza e maggiore scelta, dall’altra, sono da considerare un’ulteriore forma di tentazione tra i soggetti colpiti, e dunque maggiormente esposti al rischio di svuotare i propri conti (bancari o postali che siano).

Ma non solo: pagare online, ci induce a vedere il consumismo come qualcosa che non è ancorato alla realtà e, più di tutto, a non avere più alcun rispetto per il denaro.

Altrettanto importanti, sono le implicazioni psicopatologiche che contribuirebbero a finalizzare le spiegazioni all’interno di un modello biopsicosociale (BPS), secondo cui i soggetti con disturbo da shopping compulsivo, farebbero compere al solo scopo di regolare in modo efficace, i propri stati emotivi negativi, quali:

  • Ansia;
  • Depressione;
  • Scarsa autostima.

Tutto questo, accompagnato da un ingente rilascio di dopamina, in quanto, se correlato al sistema di ricompensa, gioca un ruolo primario nella dipendenza in questione.

Shopping compulsivo: come gestire tale dipendenza?

Gestire lo shopping compulsivo è possibile. Vi state chiedendo come fare? Esistono diverse strategie che si possono mettere in atto, ad esempio:

  • Creare una lista della spesa e acquistare solamente ciò che serve;
  • Annotare le spese;
  • Pagare in contanti;
  • Quando l’impulso morboso, inizia a farsi sentire, è bene cercare di tenere la mente occupata… Fare attività sportiva, o semplicemente una lunga passeggiata.

Commercio elettronico? Il nemico dello shoping compulsivo!

Non esistono solo i negozi fisici, ma anche gli shop online. Non a caso, internet, promuovendo questa dipendenza, ha spinto gli utenti ad acquistare di tutto e di più, in pochi click.

Riconoscere questo disturbo è facile, i sintomi sono simili a quando si acquista in negozio, solo che, in questo caso, si tende a controllare più volte al giorno, i siti di e-commerce.

5 consigli per superare la dipendenza dallo shopping

Come combattere la dipendenza da shopping online? Eccovi alcune strategie per resistere alla tentazione di spendere subito il denaro posseduto e a posticipare una gratificazione:

  • Tenere sotto controllo le entrate e le uscite, creando un budget mensile (e settimanale) con relativi limiti di spesa;
  • Provare a usare un po’ di più espressioni come “magari dopo”, “forse domani” o meglio ancora “non adesso”;
  • Chiudere i profili e-commerce;
  • Disiscriversi da email promozionali;
  • Tenersi occupati, conoscere più persone.

Sindrome da shopping compulsivo: terapia e cura

L’acquisto compulsivo, come sopraccennato, può trasformarsi in una vera e propria ossessione e arrivare a minare l’autostima e il benessere mentale, soggetto a variazioni e facilmente suggestionabile dallo stato d’animo e da un senso di perenne insoddisfazione.

Ma come uscirne? Chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta, è di sicuro il primo passo verso la guarigione. Riconoscere di essere “malati”, equivale a prendere coscienza del problema e affrontarlo nel migliore dei modi.

Studi recenti, hanno ampiamente dimostrato la provata efficacia della psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) e della terapia di gruppo. Durante le sedute, sarà necessario:

  • Riconoscere quella lunga serie di comportamenti o azioni mentali che la persona mette in atto in risposta a un’ossessione;
  • Fare una lista dei pro e contro al fine cambiare tale comportamenti disadattivi;
  • Gestire al meglio i propri soldi, adottare un sistema utile ad arginare i danni (economici e finanziari) causati dallo shopping matto e disperato;
  • Identificare le origini di un comportamento, provando ad identificare e a scandagliare i cosiddetti “contenuti di pensiero” e le emozioni primarie, rese attive durante gli acquisti;
  • Uscire dalle distorsioni cognitive relative al riacquisto continuo di beni;
  • Mettere in atto quella serie strategie mentali e comportamentali utili a fronteggiare questo tipo di disturbo.

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