18.5 C
New York
lunedì, Maggio 20, 2024

Buy now

Piante officinali: le speciali risorse della natura nelle nostre mani

Da secoli, l’uomo per curare i piccoli fastidi, ricorre sempre di più alle proprietà curative delle piante officinali. Esse agiscono come veri e propri medicinali. Vengono dette anche “erbe medicinali” e sono piante che, grazie alla presenza di principi attivi, vengono usate per la salute e il benessere. Scopriamo meglio nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere nell’articolo “Piante officinali: cosa sono e a cosa servono“.

I principi attivi sono principalmente concentrati in diverse parti della pianta, come ad esempio nei semi, nelle foglie, nelle radici, nei boccioli, nella corteccia, nei fiori e nelle gemme, e per tale motivo, solo le parti in cui c’è più concentrazione, vengono utilizzate sottoforma di decotto, infuso, tintura o come olio essenziale naturale per l’aromaterapia.

In passato, le piante erano l’unica soluzione per guarire dalle malattie. Con il passare degli anni, vennero definite “erbe officinali” perchè venivano impiegate nei “laboratori degli speziali”. Essi conoscevano benissimo le proprietà delle piante, le tecniche di raccolta, la preparazione, la conservazione e utilizzavano le piante per creare rimedi “medicamentosi” o prodotti ad uso cosmetico. Al giorno d’oggi, queste piante, vengono usate per preservare il benessere e la salute degli uomini ma anche degli animali.

Usi

Sicuramente dopo aver capito cosa sono, vi starete chiedendo a cosa servono e possiamo dire che gli usi di tali piante sono diversi. In erboristeria vengono utilizzate per creare tantissimi prodotti che vengono poi venduti come integratori alimentari.

Per ogni erba officinale, si impiega la parte che contiene più principi attivi o sostanze aromatiche e viene chiamata “droga”. Quest’ultima può essere rappresentata dai fiori, dalle foglie, dai semi, dalle radici o anche dalla corteccia e non contiene solamente un principio attivo ma diversi componenti che formano il cosiddetto “fitocomplesso”. Tali principi attivi includono le resine, i bioflavonoidi, gli oli essenziali, i polisaccaridi, le mucillagini ed altre molecole che operano in sinergia tra di loro.

Inoltre, il fitocomplesso, non presenta nessuna controindicazione ed effetti collaterali e in campo erboristico, si mantiene la pianta nella sua interezza in modo tale da preparare prodotti naturali, come le tisane, gli infusi, i decotti, le tinture madri, gli oli essenziali e gli estratti secchi da assumere in compresse o capsule.

Quante e quali sono le piante officinali?

Le piante officinali utilizzate per la salute umana sono numerose e infatti proprio per questo motivo è impossibile fare un elenco.

Possiamo trovare la pianta officinale antistress, quella per combattere l’insonnia, per favorire la digestione, ma anche la tisana antidolorifica, per alleviare i dolori mestruali o per prevenire l’influenza ed infine esiste anche la tisana afrodisiaca.

Tuttavia, tra le piante officinali più utilizzate vi sono: la menta, l’eucalipto, la camomilla, la calendula, la liquirizia, il sambuco, l’anice verde, l’astragalo, l’echinacea, il tè verde, l’ortica, il tarassaco e i semi di finocchio. Ma ve ne elenchiamo qualcuna, in più, con le relative funzioni e proprietà:

La meraviglia delle piante officinali

  • Menta
    Essa presenta tantissime proprietà terapeutiche, ad esempio favorisce la funzionalità digestiva e svolge un’azione carminativa . Inoltre, può essere utilizzata come anestetico naturale.
  • Eucalipto
    È da sempre utilizzato per la sua proprietà balsamica e antifungina, ma è anche ottimo per calmare la tosse.
  • Camomilla
    È utilizzata sin dall’antichità per le sue note caratteristiche calmanti e sedative.
  • Calendula
    È adoperata da sempre come antinfiammatorio e antispasmodico, per alleviare i dolori mestruali, calmare i disturbi causati dalla colite e per trattare gli eritemi cutanei o eventuali scottature.
  • Liquirizia
    Le sue proprietà toniche la rendono perfetta per contrastare la pressione sanguigna bassa.
  • Sambuco
    Con i suoi fiori e le sue bacche ci aiuta a contrastare i virus, le allergie e gli eczemi.
  • Anice verde
    Le piante se vengono impiegate nel modo giusto determinano l’insorgere, un rallentamento o la scomparsa di alcune patologie. Come ad esempio, l’anice verde, un grande alleato per contrastare i batteri patogeni dell’apparato respiratorio.
  • Astragalo
    Con le sue proprietà immunostimolanti aiuta a prevenire alcuni disturbi invernali, come l’influenza, la tosse, mal di gola o il raffreddore.
  • Echinacea
    Contiene proprietà immunostimolanti e antivirali ed è spesso utilizzata per prevenire l’influenza.
  • Tè verde
    Previene le infezioni delle vie respiratorie ed inoltre, è ricco di vitamine e di antiossidanti. Proprio per tale motivo mantiene il cuore e i vasi sanguigni in salute.
  • Ortica
    La medicina popolare utilizza le foglie di questa pianta per trattare i dolori reumatici, quelli muscolari e articolari, ma anche per favorire la diuresi.
  • Tarassaco
    È noto per le sue azioni disintossicanti, digestive e diuretiche. Normalmente viene utilizzato per depurare il fegato, per curare la gotta, i reumatismi e i calcoli della colecisti.
  • Semi di finocchio
    Contengono proprietà diuretiche, carminative, digestive e sgonfianti. Possono essere utilizzati sotto forma di tisana e facilitano la digestione ed eliminano i gas intestinali. Inoltre, aiutano a tenere sotto controllo la pressione sanguigna e il colesterolo.
Piante officinali: le speciali risorse della natura nelle nostre mani

Coltivazione e conservazione delle piante officinali

Come coltivare le piante officinali

Raramente le piante officinali esigono particolari attenzioni.

Generalmente, si tratta di specie “semirustiche”, resistenti al freddo e, di rado, intaccate da insetti o da malattie fungine, che possono nuocere le loro fasi di crescita.

Ad ogni modo, per averle forti, colorite e in vita è di vitale importanza non solo saper scegliere il luogo adatto dove poter coltivare, ma anche preparare il terreno per l’orto.

Il luogo per la coltivazione

Nello scegliere il luogo riservato espressamente alla coltivazione delle erbe officinali, dovrai prima di tutto prendere in esame le susseguenti caratteristiche.

Devi tenere le tue piante il più lontano possibile da inquinanti atmosferici (monossido di Carbonio, prodotti fitosanitari ecc.)

Piante officinali: le speciali risorse della natura nelle nostre mani

Una volta scelto il posto, vi sono tre elementi di cui tenere conto nel momento in cui riesci a trovare il luogo adatto dove piantare i semi di piante officinali:

1. Esposizione al sole

La stragrande maggioranza delle piante officinali sono eliofile (o fotofile), ovvero “amanti del sole“. Tale specie per crescere al meglio, deve essere necessariamente esposta per molte ore alla luce solare. Altre ancora invece, preferiscono svilupparsi in penombra.

2. Esposizione al vento

Solitamente, tutte le piante (erbe officinali comprese), amano crescere in ambienti indoor.

Questa propensione garantisce loro la possibilità di difendersi dal vento e da qualsiasi altra alterazione climatica in grado di danneggiarle.

Piante officinali: le speciali risorse della natura nelle nostre mani

3. Scelta del terreno

Considera che la maggior parte delle piante officinali sono destinate a durare per un tempo lunghissimo, dunque “dimoreranno” per tanti anni nello stesso terriccio.
É fondamentale che il terreno dal quale si svilupperanno, sia prima di tutto ben drenato al fine di evitare pericolosi ristagni idrici.

Un ambiente troppo umido, oltre a marcirne le radici, favorisce lo sviluppo di malattie parassitarie e compromette anche le proprietà curative.
Evita anche i terreni pesanti (argillosi o compatti) e impermeabili all’interno dei quali si ha un eccesso di acqua conosciuto come “iperidratazione”.

Ricordati di non scegliere terreni troppo ricchi dal momento che una vegetazione in pieno sviluppo andrebbe a ledere la qualità dei composti aromatici e dei principi attivi facenti parte delle tue piante officinali.

Infine, Il terreno migliore dove avviare la coltivazione di quest’ultime, deve essere leggero e un po’ alcalino, esposto a sud nelle zone dove le temperature sono rigide e lontane da correnti d’aria.

4. Eliminare le erbacce

Le erbacce sono, per antonomasia, l’acerrimo nemico delle tue piante officinali, estremamente difficili da eliminare specie se è già in corso una coltivazione molto approssimativa.

La cosa fondamentale, mentre prosegui con la rimozione, è di eliminare con meticolosità sia il fusto che le radici dell’infestatore. Pulisci le tue piante dalla erbacce per almeno 2-3 volte l’anno. Occhio a non ledere con la zappa le radici e gli organi sotterranei.

5. Lavorazione e fertilizzazione piante officinali

Per garantire alle tue piante officinali il giusto deflusso, prima ancora di coltivarle, dovrai “rovesciare” a fondo il terreno. Ti sconsigliamo vivamente l’utilizzo di fertilizzanti che, in molti casi, generano una crescita immoderata delle stesse. Pertanto, ti suggeriamo di impiegare i concimi naturali come ad esempio il compost o il letame con almeno 9-10 mesi di maturazione. Se la porzione di terra è piccola, puoi utilizzare anche la pollina e il guano (concimi organici che godono di una buona considerazione, ma alquanto costosi).

Mentre se il tuo terreno è pesante, ma vuoi coltivare le tue erbe officinali nel miglior modo possibile, ti consigliamo di compiere l’aratura in autunno ormai inoltrato (prima dell’inverno). Così facendo lo troverai bello e pronto in primavera.

Piante officinali: le speciali risorse della natura nelle nostre mani

Alcuni consigli efficaci

1) Ripulisci il terreno dalle erbacce onde evitare che la pianta e le sue radici muoiano per asfissia e per malattie fungine;

2) Assicurati sempre che il terreno sia ben drenato;

3) Controlla molte volte lo stato di salute delle tue piante officinali;

4) Qualora fossero troppo alte c’è il rischio che i loro rami si pieghino. Pertanto, provvedi a tenerle su con l’ausilio di tutori appositi;

5) Se temi che specie troppo rigogliose dalle radici incredibilmente vaste possano invadere il tuo orto/giardino, non procrastinare! E provvedi subito nel piantarle piantarli all’interno di vasi interrati così da non permettere alle radici di crescere ulteriormente;

6) In vista dell’invero, al termine del periodo vegetativo,predisponi uno spazio riservato esclusivamente alle piante officinali.
Tosale, proteggile e ricoprile con della paglia, estirpa le colture ormai morte dopodiché ritira tutti gli esemplari per nulla avvezzi al gelo invernale;

7) Privale del loro inflorescenza (ovvero dei rami che portano fiori) poiché finirebbero con l’auto-seminarsi da sole.

Piante officinali: le speciali risorse della natura nelle nostre mani

Come conservare le piante officinali

Il modo migliore per conservare le piante officinali prende il nome di “essiccazione”. Funziona così: una volta rimosse le parti secche e le foglie ingiallite se non addirittura divorate dagli insetti, vanno disseccate in un ambiente privo d’acqua e di umidità, arieggiato, non soleggiato e al cui interno vi sia un temperatura compresa tra i 20 e i 30°C. Relativamente alle radici, alle cortecce e al fusto, occorrono circa 2 settimane, per le foglie basta una settimana/10 giorni, mentre per i fiori sono sufficienti 3-4 giorni. Volendo metterle in forno, ma ad una temperatura pari a 30-35°C (fusti e rami), 50-60°C (radici e rizomi).

I fusti e gli steli (assieme alle foglie) possono essere inariditi mettendoli a testa in giù oppure stesi su dei graticolati da giardino ricordandosi di girarli spesso per far sì che si secchino in egual modo. I tuberi, le radici e i rizomi, invece, vanno potati di 4-5 cm e lasciati seccare o al sole o in forno.

Le piante officinali potranno definirsi essiccate solo quando le foglie e i fiori sono ormai fragili e leggeri, pertanto dovrai fare molta attenzione a non ridurli in briciole.

É possibile coltivare piante officinali?

Coltivare piante officinali: è legale? Conformemente al nuovo Testo Unico (abbreviato in T.U.), a partire dal 20/12/2018, è possibile piantarle, raccoglierle e sottoporle a operazioni di prima trasformazione. Tali procedure sono considerare attività agricole consentito dalla legge e senza alcuna autorizzazione.

ARTICOLI CORRELATI

Stay Connected

0FollowerSegui
0IscrittiIscriviti

Ultimi articoli