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venerdì, Maggio 24, 2024

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Buccia di mela, l’errore che facciamo tutti

La mela è senza dubbio uno dei frutti più consumati al mondo, ricca di sali minerali (ferro, calcio, potassio, fosforo e magnesio) fruttosio e vitamine A e C.

Essendo così ricca di fibre e vitamine contribuisce ad aumentare il senso di sazietà riducendo la fame nervosa. Indispensabile per il nostro sistema immunitario è anche la pectina (la quale riduce la necessità di assumere zuccheri), fibra alimentare contenuta quasi solo nella buccia. 

Ecco perché l’errore più comune è quello di togliere la buccia prima di mangiarla! Se decidete di asportare la buccia per evitare di ingerire pesticidi o altri elementi inquinanti pericolosi per la nostra salute, basterà lavare accuratamente e abbondantemente la mela per poi mangiarla così come viene raccolta.

Cosa contiene la buccia di mela? 

Come già anticipato, all’interno della mela, ma ancor di più nella buccia, troviamo la pectina ma anche tantissimi antiossidanti tra cui la quercetina, che aiuta a contrastare addirittura patologie degenerative o respiratorie. Certo non sarà la soluzione ai nostri problemi ma sicuramente ci aiuta ad inserire nel nostro organismo sostanze che non troviamo altrove. Al suo interno troviamo molte vitamine: A, C e B1, B2, E, B6, acido citrico ( favorisce la digestione, mantenendo costante l’acidità dello stomaco), acido malico (ha un ruolo chiave nel ciclo di produzione dell’energia cellulare), niacina (o Vitamina B3, ha una funzione protettiva per la pelle e migliora la digestione), acido folico, flavonoidi , carotenoidi (essenziali per il nostro sistema immunitario) e le immancabili fibre (importantissime per lo svolgimento regolare dell’intestino). Quindi il famoso detto: “Una mela al giorno toglie il medico di torno” potrebbe essere veritiero viste tutte le sostanze nutritive che troviamo all’interno di una semplice mela.

Come riciclare la buccia di mela

Ovviamente prima di usare la buccia di mela è necessario informarsi sulla provenienza e la coltivazione della stessa (purtroppo spesso vengono usati pesticidi o cere industriali che rendono le mele più grandi e lucenti). Vi consiglio di scegliere mele BIO e di lavarle poi accuratamente con acqua e bicarbonato di sodio.

Una volta fatte queste premesse vediamo come poter riciclare la buccia di mela se non gradite mangiarla nel modo naturale:

  • Biscotti di mele

Un vero classico. Dopo aver caramellato le bucce di mele fatte già a listarelle ( potete caramellarle utilizzando un pentolino aggiungendo 50 gr di zucchero) rompete 2 uova e montatele con delle fruste elettriche. Aggiungete 100g di zucchero e poi uniteli a 100 g di burro fino ad arrivare ad avere un composto omogeneo. Setacciate poi 350 g di farina 00 e unitela al composto appena preparato. Aggiungete poi il lievito istantaneo e date forma ai vostri biscotti! Infornate per 20 minuti a 180 gradi.  

  • Chips di mele

Ricetta a costo zero e molto particolare, quando la servirete sarà una vera sfiziosità. Condite le bucce di mela fatte a pezzettini con zucchero e cannella e adagiatele su una pirofila ricoperta di carta forno. Infornate per 30 minuti a 150 gradi et voilà, lo snack è pronto.

Altri suggerimenti naturali…

  •  Aceto di mele 

Forse è un’idea che non avete mai avuto ma è possibile preparare l’aceto di mele in casa. Ecco come e cosa ci serve: lasciamo macerare le bucce di mela in un litro d’acqua mescolata al miele (suggerisco in un contenitore di vetro). Dopo 4 settimane, (lo so sembra una procedura lunga ma in realtà basta lasciare il contenitore lì e farà tutto da solo) andrà filtrato il liquido eliminando le bucce. Ecco che il vostro aceto di mele homemade è pronto!

  • Confettura di mela

Per una gustosissima marmellata di mele vi serviranno: 400 gr di bucce, il succo di due limoni, 300 gr di zucchero di canna, 1 cucchiaio di cannella e 1,5 lt di acqua. Mettete in un pentolino metà parte di acqua e zucchero aggiungendo poi anche le bucce. Lasciatelo sui fornelli fin quando l’acqua non sarà evaporata del tutto e senza spegnere il fuoco aggiungete poi l’acqua e lo zucchero che sono rimasti fuori inizialmente. Togliete la pentola dal fuoco e quando la consistenza sarà densa e uniforme potrete aggiungere la cannella.

 Usi alternativi delle bucce di mele

Visto che non ci piace sprecare niente, vediamo come poter sfruttare le bucce di mele per altri usi:

  • Profumatore per ambiente 

Dopo aver fatto essiccare le bucce e i torsoli delle mele, poneteli in un sacchetto di stoffa insieme alla cannella e dei chiodi di garofano. Aggiungete un filo e appendete il sacchetto nel posto che preferite, questo speciale profumatore inebrierà le vostre stanze.

  • Lozione idratante per la pelle secca

Viste le sue proprietà antiossidanti, la mela non può che essere molto utile nel settore della cosmesi. Create la vostra lozione seguendo questi piccoli passaggi: bollite le bucce in mezzo litro d’acqua per 15 minuti. Filtratele e lasciatele raffreddare. La lozione è pronta! Tamponate con un batuffolo per portarla sul vostro viso, buona skin care!

  • Pulire con la buccia di mela

L’acido contenuto nella buccia di mela può aiutarvi a rimuovere le macchie sull’alluminio ma anche a mantenere lucide e pulite pentole e posate. Procedete portando a bollire i contenitori da pulire insieme alle bucce di mela e  acqua per 20 minuti.

Una mela al giorno

Tornando ad una visione intera della mela, senza nessuna esclusione di buccia o torsoli vi ricordo che è un frutto necessario al nostro fabbisogno giornaliero. Nella dieta può essere utilizzata come uno spuntino, alimento da colazione o come chiusura di un pasto. L’energia è fornita principalmente dai glucidi seguiti poi dalle proteine e dai lipidi. I carboidrati sono maggiormente semplici (costituiti dal fruttosio), insieme agli agrumi presenta una delle fonti più generose di pectina. In questo frutto troviamo l’assenza di colesterolo e apprezzabili livelli di potassio. In porzioni giuste, le mele, non hanno controindicazioni, sono pertinenti a tutti i tipi di diete e adatte a persone tendenti al sovrappeso, affette da diabete mellito tipo 2 e ipertrigliceridemia.

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